La psicomotricità relazionale
Il progetto di psicomotricità relazionale accompagna i bambini in un percorso in cui il corpo è linguaggio, il gioco è relazione e l’emozione diventa competenza.
Nello spazio di psicomotorio ogni bambino è accolto senza giudizio: può correre, rotolare, costruire, distruggere e ricomporre, trasformando l’energia in pensiero e la fantasia in narrazione di sé.
Il setting è chiaro e sicuro, con materiali semplici e simbolici (teli, cuscini, corde, moduli morbidi) e tempi ritualizzati che offrono contenimento. Attraverso il gioco senso-motorio, tonico-emozionale e simbolico, il progetto sostiene:
Consapevolezza corporea e coordinazione
Autoregolazione, fiducia in sé e gestione delle emozioni
Relazioni tra pari, rispetto delle regole e capacità di attesa
Passaggio dal fare impulsivo al fare intenzionale, in continuità con gli apprendimenti
Lo psicomotricista è l’esperto che, attraverso uno sguardo professionale, diventa una presenza partecipe e non direttiva:
osserva, nomina le emozioni, valorizza i successi, introduce limiti chiari quando necessario e rilancia il gioco per favorire nuove integrazioni. Ogni incontro è documentato con attenzione ai processi, così da condividere con scuola e famiglie gli indicatori di benessere e sviluppo emersi nel percorso
“Il bambino costruisce sé stesso attraverso il piacere di agire nel corpo e nel gioco.”
Lapierre & Aucouturier
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I progetti formativi della scuola dell’infanzia si inseriscono nella vita quotidiana delle classi, affiancando le attività educative con esperienze e percorsi dedicati.